ANNAMARIA ORTESE E L’ISOLA DI PROCIDA

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Anna Maria Ortese visitò Procida con La Capria nell'immediato dopoguerra, forse vi ritornò da sola altre volte. Sarebbe dovuta ritornarci molti anni dopo,  nel settembre del 1988,  in quanto le veniva assegnato il Premio "Procida- Isola di Arturo-Elsa Morante per il suo libro In sonno e in veglia.

Ma quella sera la Ortese, per motivi familiari, non raggiunse l'isola, e inviò da Rapallo, dove viveva, un messaggio che fu letto dal critico Giancarlo Borri.

La Ortese, quella sera, con quel messaggio così forte e incisivo si rese presente a Procida e consegnava Elsa Morante ai procidani come figlia amata.

Pasquale Lubrano Lavadera non si arrese e pensò nei giorni successivi di scrivere e pubblicare la recensione al libro della Ortese, facendola poi pervenire alla scrittrice grazie ad un suo amico ligure che abitava nella stessa città.

Con sua grande sorpresa si ritrovò tra le mani la prima lettera della Ortese nella quale, dopo averlo ringraziato per la recensione, gli aprì le porte del suo cuore, senza nulla nascondere della sua vita di solitudine e di sofferenza. Lei ricordava benissimo Procida e quella sua luce pura di cui aveva sempre nostalgia.

Seguirono altre lettere, altre recensioni, poi alcune telefonate e questo per alcuni anni in un'esperienza di condivisione di vita e di ideali. Infine il silenzio dopo la pubblicazione dell'ultimo suo libro Alonso e i visionari e dalla stampa la notizia della sua morte.

ISBN 9791280118707