CRONISTI SCALZI

LA COLLANA DEDICATA ALLA MEMORIA DI GIANCARLO SIANI

LA COLLANA DI LIBRI DEDICATA
ALLA MEMORIA DI GIANCARLO SIANI

“Cronisti Scalzi” è la nuova collana che ha l'ambizione di raccogliere i racconti, le narrazioni e le storie di giovani cronisti delle periferie, insieme alle voci più autorevoli del giornalismo d'inchiesta, che continuano a essere presenti sui territori a piedi scalzi, e che conservano la memoria, lo stile e il metodo di Giancarlo Siani, giornalista precario, ucciso dalla camorra la sera del 23 settembre del 1985, e così definito da Erri De Luca «Giancarlo era un giornalista scalzo, non aspettavano le notizie per riportarle, ma cercava il meccanismo sanguinoso che le produceva».

SECONDI A NESSUNO

VINCENZO STRINO

UNA RIVOLUZIONE PACIFICA A SECONDIGLIANO

CRONISTI SCALZI

"Perché poi, se le persone decidono di seguirti, non puoi mollarle lì. Se a un evento si presentano in cinquemila, come alla Notte Bianca del 2017, non puoi fermarti. Se le persone ti chiedono come fare per risolvere quel determinato problema, se le famiglie dei vari clan ti mandano i figli ai laboratori perché tu gli dia un futuro diverso da quello dei loro padri, allora non puoi dire: «Vado a cercare lavoro al Nord, arrivederci!». Sei obbligato ad andare avanti"

Vincenzo Strino

NAPOLINEGRA

VINCENZO SBRIZZI

25 STORIE DI DONNE E UOMINI VENUTI DAL MARE

CRONISTI SCALZI

La copertina di questo volume, bella e commovente, custodisce con delicatezza l'insieme di storie in esso contenute, che, grazie allo stile efficace e alla totale immedesimazione dell'autore, toccano la mente e il cuore di chi legge.

Sono venticinque storie di “dannati della terra”, migranti che, dopo aver affrontato i deserti africani, sofferto mesi o addirittura anni di prigionia in Libia, attraversato il Mediterraneo, visto i propri amici affondare, dopo aver combattuto diverse traversie e burocrazie, sono arrivati a Napoli, dove hanno sperimentato la grande accoglienza e insieme la spietatezza di alcuni dei suoi abitanti.

(dalla prefazione di Isaia Sales)

IN NOME DELL'ANTIMAFIA

SALVO VITALE

CRONACHE DA TELEJATO

CRONISTI SCALZI

Questa inchiesta è cominciata nel 2013, nella redazione della piccola emittente di Partinico Telejato. Tante storie di dolore, di prepotenze, di arroganze, di carriere e famiglie distrutte, di aziende fallite, di avvocati disonesti, di proprietari di case costretti a pagare l'affitto della loro abitazione, sino al momento dello sfratto. L'ufficio Misure di Prevenzione di Palermo era considerato una sorta di fiore all'occhiello e il suo presidente, Silvana Saguto, uno dei personaggi più impegnati nel mondo dell'antimafia. In realtà non era tutto oro e le vicende giudiziarie che ne sono seguite lo hanno confermato.

GIORNALISTA GIORNALISTA

GIANCARLO SIANI

GLI ARTICOLI PUBBLICATI SU IL MATTINO 1980/1985

CRONISTI SCALZI

Marco Risi nel film Fortapàsc ha immortalato Giancarlo come “giornalista giornalista”, ovvero il modello di cronista da emulare per quelli che aspirano a questa professione. Giancarlo, nell'immaginario collettivo, rimarrà per sempre il ragazzo di 26 anni che consumava le suole delle scarpe per reperire notizie per i suoi articoli. Questa pubblicazione raccoglie una parte degli articoli, contiene 33, i più significativi, scritti dal giovane cronista napoletano Giancarlo Siani sulle pagine de Il Mattino, dal 1980 al 22 settembre del 1985. Il libro è correlato da interessanti testi introduttivi, che rendono queste pagine ancora più preziosi. Questa pubblicazione intende dare vita ad un grande progetto di lettura e di studio degli articoli e delle inchieste di Giancarlo tra i giovani studenti, aspiranti giornalisti e a coloro che amano la libera informazione come bene comune. Siamo convinti che la parola scritta e responsabile di Giancarlo debba essere occasione di un'ampia discussione su tanti temi e problemi che il Nocevento ci ha consegnato, primo tra questi la lotta alle mafie e alla corruzione.

IL RAGAZZO CHE AMAVA LA VITA

RAFFAELE SARDO

INTERVISTA A PAOLO SIANI E DANIELA ROSSIGNAUD

CRONISTI SCALZI

Questo scritto racconta di Giancarlo, della sua vita, dei suoi sogni. E lo fa attraverso due testimonianze, quella di Paolo Siani e Daniela Rossignaud, fratello e fidanzata di Giancarlo. Sono proprio loro, quelli che lo hanno conosciuto da molto vicino, a raccontare i drammatici momenti seguiti alla sua uccisione e di come hanno vissuto i mesi e gli anni dopo la sua morte. È il racconto della sofferenza e dell'angoscia di quei giorni, di quei mesi, dal punto di vista delle vittime ne esce fuori un ritratto, più privato, che contribuisce a far conoscere il giovane uomo.

IL LAVORO. CRONACHE DEL NOVECENTO INDUSTRIALE

GIANCARLO SIANI

CRONACHE DEL NOVECENTO INDUSTRIALE 1980-1985

CRONISTI SCALZI

Questo volume, curato dal prof. Isaia Sales, con la collaborazione della Fondazione Siani onlus, raccoglie 57 articoli e inchieste di Giancarlo Siani, che si trovò ad afforontare, dal 1980 al 1985, dalle pagine della rivista Il Lavoro nel Sud e da Il Mattino due grandi questioni sociali: la spietata crisi industriale e l'affermarsi dei clan di camorra, come mai era avvenuto nel passato.

Siamo negli anni Ottanta, gli anni del dopo terremoto. Giancarlo Siani scrive reportage da fabbriche in crisi, pubblica resoconti di manifestazioni di protesta degli operai, intervista sindacalisti, studenti e disoccupati, e si spinge a scrivere analisi e soluzioni per contrastare la chiusura di centinaia di fabbriche di tutti i distretti industriali campani, con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Solo nella città di Napoli si perdono 15.416 addetti all'industria.

Questo volume contiene i preziosi interventi di Paolo Siani, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri, Maurizio Landini, Isaia Sales, Carlo Borgomeo, Doriana Buonavita, Nicola Ricci, Giovanni Sgambati. Gli scritti di Giancarlo dedicati al lavoro sono un documento straordinario per i giovani, gli operai e per i sindacalisti.

UN PÒ PIÙ AL SUD

PIETRO DEL RE

RACCONTI AFRICANI

CRONISTI SCALZI

Pietro Del Re, inviato degli Esteri di «Repubblica», presenta in questo volume quaranta fotografie a colori scattate negli ultimi dieci anni in Africa. Sono immagini che raccontano le guerre, le carestie e le epidemie che funestano il continente Nero, ma anche i coraggiosi tentativi di rinascita e di sviluppo che testimoniano della straordinaria resilienza del popolo africano. Questi "appunti fotografici", accompagnati da una narrazione dedicata, mirano a risvegliare le coscienze, parlando direttamente al cuore del lettore per invitarlo a riflettere su temi di stretta attualità: dalla feroce deforestazione al dramma delle migrazioni interne, dagli orrori compiuti dai soldati e dai ribelli di ogni bandiera ai regimi dittatoriali che in molti Paesi ancora calpestano ogni libertà e diritto civile. Ma nel libro sono ritratti anche quei contadini che piantano acacie per fermare la paurosa avanzata del deserto nel Sahel, i pochi volontari di organizzazioni umanitarie che s'avventurano nei luoghi più remoti del pianeta o il bibliotecario di Timbuktu che osserva fiero i manoscritti salvati dalla furia dei jihadisti. Queste istantanee pregnanti fermano con l'immagine una storia.

LE MAFIE NEGLI OCCHI DEI RAGAZZI

JOLE GARUTI

PREFAZIONE DI GIANCARLO CASELLI

CRONISTI SCALZI

I protagonisti di questi racconti di Jole Garuti sono adolescenti che hanno sperimentato personalmente o attraverso storie familiari alcune vicende criminali o situazioni di illegalità. Sono vittime o spettatori dei dolori causa dalle violenze di boss mafiosi o anche solo dalle proposte di amici disposti a violare le regole della società.

Racconti che hanno l'ambizione di essere guida per gli educatori ed esempio per i giovani lettori. E sfuggire al modello di vita predominante: l'aspirazione ad avere più degli altri, in cui prevale la mentalità pericolosa, affascinante, che privilegia il possesso di oggetti costosi e di moda.

Le pagine di questo libro sono impregnate di tanta speranza, quella che c'è nei volontari e negli uomini delle istituzioni che sono accanto, ogni giorno, ai tanti giovani che si trovano coinvolti in attività illegali o criminali, persone che continuano, con intelligenza e coraggio, credere che cambiare sia possibile. E aiutare a far splendere la luce negli occhi dei ragazzi.

La prefazione è di Gian Carlo Caselli, magistrato valoroso impegnato da sempre nella lotta alle mafie.

LIBRI DI CLASSE

TONY BREWER

LEZIONI DI UN DOCENTE

CRONISTI SCALZI

C'è tanta saggezza in queste pagine, tanto “mestiere” e maestria da parte dell'Autore-docente, ma anche tanta luce che brilla, quella delle studentesse e degli studenti. Possiamo ben dire che questo libro non si presenta come un diario ragionato e cronologico delle lezioni di un docente, ma come il catalogo prezioso di improvvisazioni, di piccoli grandi semi gettati nelle menti dei giovani per indurli a ragionare, ad andare oltre un testo, un fatto storico, un evento.

Ed essi recepiscono e rimandano indietro quelle sollecitazioni, e lo fanno anche spiazzando. I contenuti di una riflessione giovanile non vanno mai persi, non vanno mai cestinati, semmai compresi e valorizzati. E ciò che inoltre emerge è il modo interattivo e multidisciplinare di intendere la storia, come narrazione per introdurre letteratura, temi politici, musica, sport, il senso civico, affrontando anche temi scottanti, come l'emigrazione, la Resistenza, il razzismo, i regimi fascisti, le repressioni, la criminalità, la legalità. Il buon cittadino consapevole inizia da questi fondamentali e preziosi atti di conoscenza.

(Dalla prefazione di Giuseppe Foscari)

LA PROMESSA

GIANLIVIO FASCIANO

UN PASTORE, LA GUERRA, UN AMORE

CRONISTI SCALZI

Romolo Di Meo, figlio di Simone, reduce della Grande Guerra, e di Gloria, vive a Mastrogiovanni, un paesino del Sud, con le due sorelle, e l'unica cosa che vuole dalla vita è fare il pastore. Ma la vita quasi sempre si inerpica per strade tutte sue. Così, Romolo, dopo il matrimonio con Giovanna, si trova soldato nella seconda guerra mondiale, senza lamentarsi mai, come gli ha fatto promettere sua madre. A Trieste verrà tiratore scelto e poi marconista. Lui, che voleva fare solo il pastore, si ritrova, dopo l'armistizio, disertore e con una nuova identità. E tra quelle sue mani di assassino, che non voleva, prenderà in braccio la piccola figlia Delia.

La guerra è finita, ma non per lui e non per Mastogiovanni, ridotta a un cumulo di macerie abitate da fantasmi in attesa di figli che non torneranno mai più dal fronte.

La vicenda si dipana tra mille disavventure che diventano un campo minato di formazione del protagonista, la cui semplicità d'animo verrà irrimediabilmente ferita dalla guerra, dalla quale si può uscire vivi, ma non salvi. Fino al finale commovente, in cui Romolo si riappacificherà con la madre e con i fantasmi che lo hanno ossessionato per tutta la vita. Questa è una storia d'amore e di ferro, raccontata dalla lingua autentica e commovente di un soldato del Sud che voleva solo fare il pastore.

IL RAGLIO DELL'ASINO

MARTA GENTILI

STORIA DI UN CASO GIUDIZIARIO

CRONISTI SCALZI

"Cosa si prova ad essere accusati ingiustamente di un reato infamante, come la corruzione, per di più perpetrato in un ambito così delicato e pieno di sofferenza, come è il mondo della sanità? Ed ancora, come ci si sente quando si acquisisce la consapevolezza che chi dovrebbe difenderti, cercando solo la verità, rappresenta l'ostacolo più grande da sormontare. La tua innocenza non vale nulla di fronte ai giochi politici, alleanze, scalate al potere e di carriera. L'8 maggio 2017 il mio nome compariva nell 'elenco dei 75 indagati, che insieme ai 16 arrestati, costituivano l'ennesimo scandalo della sanità pubblica, denominato Pasimafi. Ci sono voluti 4 anni, 6 mesi, 8 giorni perché venisse riconosciuta la mia innocenza in quanto "I fatti contestati non sussistono". Queste pagine sono un atto di accusa, una denuncia verso chi pensa di avere potere di vita e di morte sulla gente "comune". Ma la forza della dignità e del rispetto verso se stessi possono davvero diventare una corazza indistruttibile."

ALBICOCCHE E SANGUE

FRANCESCA BOMMARITO

LA STRAGE MAFIOSA DI VIA SCOBAR, 22

CRONISTI SCALZI

Il 13 giugno del 1983, in  via Scobar, tra i palazzoni senz'anima del sacco edilizio di Palermo, furono uccisi tre carabinieri, il capitano D'Aleo, l'appuntato Bommarito e il carabiniere scelto Morici. Questo libro, scritto da Francesca Bommarito, contribuisce non solo a rendere onore alle vittime di quel vile agguato ma anche a inquadrarlo finalmente in un preciso disegno strategico della mafia corleonese e dei suoi vertici di allora, primi tra tutti Salvatore Riina e Bernardo Brusca. Per questo fu prima ucciso il capitano Basile e tre anni dopo il capitano D'Aleo. Sia l'uno che l'altro si erano avvalsi della preziosa collaborazione di un umile appuntato dei carabinieri, Giuseppe Bommarito, che con la sua tenacia, il suo fiuto investigativo, la sua capacità di conoscere e controllare il territorio, aveva intuito l'importanza di Monreale nello scacchiere complessivo di “cosa nostra” e messo in luce le complicità di politici e pubblici amministratori con i mafiosi. Per questo fu ucciso Bombarito. Tutti coloro che hanno sacrificato hannoto la loro vita per svolgere con passione, impegno e correttezza la loro “missione” meritano lo stesso rispetto.

(Nino Di Matteo, dalla prefazione)

AMATO LAMBERTI E GIANCARLO SIANI

NINO DANIELE

STORIA DI PASSIONI CIVILI E LOTTA ALLE CAMORRE

CRONISTI SCALZI

Le testimonianze di Giuseppe Acocella, Luciano Brancaccio, Roselena Glielmo Lamberti, Francesco Pinto, Paolo Siani, Anna Maria Zaccaria, raccolte e curate da Nino Daniele, nascono dalla volontà di rendere giustizia a un rapporto, quello tra Amato Lamberti e Giancarlo Siani, che ha le sue origini tra i banchi della facoltà di Sociologia dell'Università di Napoli, e nelle redazioni di due straordinarie riviste di fine anni Settanta e inizio anni Ottanta, «Il Lavoro nel Sud» diretta da Francesco Pinto e «l'Osservatorio sulla camorra» della Fondazione Domenico Colasanto della Cisl, diretta dal prof. Amato Lamberti dal 1981 al 1993. Il rapporto di collaborazione tra Amato Lamberti e Giancarlo Siani fece di Torre Annunziata un punto di osservazione in cui mettere alla prova analisi scientifica e impegno civile, teoria ed etica di due professioni: il docente e il giornalista, due figura fondamentale per la democrazia repubblicana. Dentro la realtà, dentro la polis, nel fiume della vita e del conflitto fu il metodo che Maestro e Allievo si dettero e che alimentò la loro intesa. Amato Lamberti e Giancarlo Siani, un sodalizio tragicamente spezzato dalla violenza omicida camorristica.

SULLE ORME DEI VERI EROI

MARIO BRUNO BELSITO

I VERI EROI DELL'ANTIMAFIA

CRONISTI SCALZI

Questo libro è un viaggio nella memoria dei veri Eroi dell'antimafia, attraverso le storie vissute dall'autore lungo il suo cammino di lotta a tutte le mafie. Un diario caratterizzato dalle forti emozioni emerse dai molteplici incontri che hanno lasciato una traccia indelebile nel cuore e nella mente di Mario Bruno Belsito, che ama definirsi "un operaio dell'antimafia sociale". Mario Bruno Belsito ha come fine quello di risvegliare e scuotere le coscienze di tutti, giovani e adulti, perché attraverso la lettura di questo libro possano meglio conoscere e combattere le mafie. Per un mondo più giusto e migliore.

NELL'INFERNO DELLA CAMORRA DI PONTICELLI

LUCIANA ESPOSITO

NAPOLITAN

CRONISTI SCALZI

Le pagine del libro di Luciana Esposito sono una narrazione fatta sul campo nell’inferno della camorra di Ponticelli, diventato quartiere simbolo di ogni città, rione, quartiere, piazza in cui vige la camorra. Le storie raccontate, e perfino la mimica di certi camorristi, sono identiche in ogni quartiere, come se si tramandassero attraverso una molecola specifica di Dna. Già, proprio così. Quella molecola marca il codice identificativo dell'anima identitaria di quel tessuto sociale, stessi figli, seppure con sangue diverso, perché nati dalla stessa mamma: la camorra, che detta legge nelle terre in cui troneggia. Luciana Esposito, con il suo giornale online, Napolitan.it, è dentro le viscere di questo inferno, ha imparato a decifrare i codici, i comportamenti e il linguaggio delle famiglie camorriste di Ponticelli. Seguendo così l’insegnamento di due maestri e amici nella lotta alla camorra, Amato Lamberti e il giovane Giancarlo Siani.

TRACCE

FRANCESCO DANDOLO

STORIA DEI MIGRANTI IN CAMPANIA 1970/2020

CRONISTI SCALZI

Questo libro raccoglie storie, fatti e numeri, di cinquant’anni di presenza di migranti (1970-2020), indicando con forza la strada dell’attenzione, della cura, dell’integrazione. In Campania, come in Italia, i flussi migratori necessitano di Storia, di un lavoro lungo, impegnativo, alla ricerca di tracce per ricostruire un mondo che sfugge spesso ai nostri occhi e alle nostre menti. Le pagine di questo volume rappresentano una missione ambiziosa, un passaggio obbligato per evitare che la cronaca comprima – a volte rozzamente, più in generale in modo confuso – la questione “epocale” delle migrazioni del nostro tempo in una vuota ossessione.

CARO GIANCARLO,

GILDO DE STEFANO

LETTERE A UN AMICO

CRONISTI SCALZI

È un pamphlet onirico, in forma epistolare, che racconta l'amicizia e le prime esperienze giornalistiche tra l'autore e il suo compianto amico, tristemente famoso poiché vittima di un agguato in terra di camorra, Giancarlo Siani, giornalista "abusivo" de «Il Mattino» di Napoli. Il libro vuole essere anche uno sguardo sul giornalismo partenopeo e - in senso lato - italiano, che spesso non rispecchia la libertà di stampa; e una visione di Napoli attraverso storie personali e professionali che disegnano lo sfondo di una terra sempre sospesa tra vicende dolorose farsesche e sciagure reali, tra la violenza sceneggiata e la crudeltà nuda, totale.

L'osservatorio da cui parte Gildo De Stefano è alquanto privilegiato, poiché gli fornisce gli strumenti per costruire il tessuto narrativo fatto di reali esperienze di vita vissute assieme allo sfortunato protagonista, diventato - suo malgrado - simbolo della lotta per la legalità in Campania e in Italia.

MIO FRATELLO PAOLO

SALVATORE BORSELLINO

INTERVISTA DI SILVIA CAMERINO

CRONISTI SCALZI

Le pagine di questo libro sono un ponte di ricordi e di memoria viva del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia il 19 luglio del 1992 in via D’Amelio a Palermo, insieme ai cinque poliziotti della sua scorta. Un racconto prezioso, e profondamente sentito, quello che Salvatore Borsellino affida alla sua giovane amica Silvia Camerino, che sin da ragazzina fu presa dalla immane tragedia di via D’Amelio. Il destino volle farli incontrare nell’atrio della vecchia scuola di Silvia, alla quale Salvatore, oggi, affida le sue parole, i suoi ricordi d’infanzia, la sua rabbia per una giustizia negata, e il sogno d’amore di Paolo per la Sicilia e per i giovani.

La lettura di queste pagine rappresenta un impegno di responsabilità che ogni educatore, studente, dirigente, volontario, donna e uomo di cultura prende con Salvatore Borsellino, perché è a tutti noi che egli affida suo fratello Paolo, il suo impegno nella lotta alle mafie e ai politici collusi e corrotti, per continuare a profondere il «fresco profumo di libertà». Prefazione di Dacia Maraini.

PAOLINO AVELLA. IL RAGNO

LUCIANA ESPOSITO

VITTIMA INNOCENTE DELLA CRMIALITÀ

CRONISTI SCALZI

San Sebastiano al Vesuvio è un piccolo comune alle pendici del Vesuvio, di villette a schiera abitate da famiglie benestanti. Un paesaggio che stride con i grigi palazzoni della periferia orientale di Napoli che sorgono a pochi chilometri di distanza. San Sebastiano diventa, così, “il bancomat” dei malavitosi a caccia di un bottino tanto sicuro quanto consistente. In un clima segnato dall’escalation di reati predatori ai danni degli studenti del liceo “Salvatore di Giacomo”, nel 2003, si consuma una tragedia.

La vita di Paolino Avella, alunno della III D, termina bruscamente al culmine di un inseguimento innescato da due malviventi che, minacciandolo con un’arma, gli intimano di consegnare lo scooter. Una morte ingiusta e violenta che ha generato un moto di ribellione forte e convinto, animato dai compagni di scuola di Paolino. Suo padre Alfredo si è fatto promotore, in questi anni, di tante iniziative finalizzate a seminare tra i giovani l’amore per la cultura e il rispetto della legalità, mantenendo vivo il ricordo di suo figlio Paolino.

CINQUANTASETTE GIORNI

ROBERTA GATANI

GLI ULTIMI GIORNI DI PAOLO BORSELLINO

CRONISTI SCALZI

Cinquantasette giorni separano la strage di Capaci dalla strage di via d'Amelio. In questo libro, Roberta Gatani, nipote di Paolo e Salvatore Borsellino, ripercorre ogni giorno trascorso tra il 23 maggio e il 19 luglio 1992, un tempo fittissimo di lavoro per il Giudice che, sapendo di avere le ore contate, mise in campo tutte le proprie forze per fare luce sulla strage di Capaci. Roberta Gatani ci racconta anche le fragilità di Paolo, dilaniato dal dolore per la morte dell'amico fraterno Giovanni Falcone e preoccupato per i propri familiari e per i ragazzi della scorta.

In parallelo a questo racconto, corre la narrazione della quotidianità alla Casa di Paolo, nata nel 2015 per volontà di Salvatore Borsellino, diretta da Roberta Gatani, con sede nella vecchia farmacia di famiglia, nel cuore della Kalsa, un luogo dove Paolo rivive oggi grazie ai volontari che si battono per offrire un futuro migliore ai giovani del quartiere. Un luogo dove l'amore ha compiuto il miracolo di riportare a correre le lancette di un tempo spezzato dalla violenza criminale. 

UNA BELLA PAGINA DI STORIA

FLAVIO AGRESTI

LA CHIAVE DI VOLTA PER LA STORIA AMBIENTALE ITALIANA

CRONISTI SCALZI

"Una bella pagina di Storia" è il racconto appassionato della lunga lotta contro i “fanghi rossi” della Montedison di Scarlino (1971-1988), considerata da eminenti studiosi come la chiave di volta per la storia ambientale italiana.

La lotta evitò il disastro ecologico nel Tirreno senza compromettere la continuità produttiva degli impianti industriali, dimostrando che ambiente e sviluppo possono convivere se c'è la volontà di riconsiderare la finalità del ciclo economico.

La lotta di Scarlino ha consentito l'adozione della Direttiva Comunitaria per la soppressione delle discariche dei fanghi rossi, per cui vengono oggi i mari europei non più sistematicamente avvelenati. La lettura di questo libro sia Speranza per nuove lotte.

CENTO PASSI ANCORA

SALVO VITALE

PEPPINO IMPASTATO, FELICIA, L'INCHIESTA, I COMPAGNI

CRONISTI SCALZI

Cento passi ancora di Salvo Vitale è una storia intensa, fatta di amicizia, di passioni, di lotte… Una storia segnata dall’omicidio efferato di un compagno, un giovane siciliano che osò sfidare la mafia solo con la forza e l’irriverenza della parola. Peppino Impastato fu ammazzato dalla mafia nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 in un vecchio casolare di campagna di Cinisi: una carica di tritolo dilaniò il suo corpo sui binari della ferrovia Palermo–Trapani.

Queste pagine ci raccontano del lavoro quotidiano, accurato, microscopico condotto dai compagni e dagli amici di Peppino, per raccogliere i dati, le prove, le testimonianze al fine di portare alla luce una verità che per molto tempo è stata occultata e falsata dai mafiosi e dagli apparati dello Stato.

Salvo Vitale affida la storia di Peppino Impastato ai giovani lettori affinché essi continuino a far vivere nei loro cuori e a portare in giro sulle loro gambe, per tanti passi ancora, il sogno di Peppino di cambiare in meglio questo mondo.

FRANCESCO PIO

LUCIANA ESPOSITO

PER SEMPRE DICIOTTO ANNI

CRONISTI SCALZI

Il nuovo libro di Luciana Esposito per la collana “Cronisti Scalzi” delle Iod edizioni ha un titolo che è un pugno nello stomaco: Francesco Pio. Per sempre diciotto anni. In queste pagine, infatti, viene raccontata la breve vita di un bravo ragazzo di Pianura stroncata “per caso” da una pallottola vagante esplosa durante una lite sul lungomare di Napoli.

Attraverso le testimonianze di genitori, fratelli e amici l’autrice ci restituisce l’affresco della vita semplice, genuina di un ragazzo cresciuto nella periferia napoletana, in una famiglia onesta che ha fatto mille sacrifici per portare avanti i propri figli.

Pio era un giovane pieno d’amore, legatissimo ai suoi affetti, protettivo verso le sorelle, sempre disponibile per i suoi amici, innamorato delle ragazze e teneramente vanitoso… E coltivava un sogno: aprire una pizzeria tutta sua nella città in cui è nato. Chiudendo questo libro, al lettore resta la sensazione più amara, quella di aver perso un figlio.

SIGNURÌ, SIGNURÌ...

PASQUALE LUBRANO LAVADERA, ANGELA DE CIMMA

TRA GLI SCOLARI DELLA NAPOLI CHE NON CONTA

CRONISTI SCALZI

Oggi, a distanza di quarantacinque anni, abbiamo voluto pubblicare una nuova edizione del libro di Pasquale Lubrano dal titolo Signurì, Signurì. Tra gli scolari della Napoli che non conta, nella collana “Cronisti scalzi” per aprire una riflessione su quella stessa società che, ieri come oggi, è «nera di fumo e sporca di ingiustizie».

Era gennaio del 1978, quando Pasquale Lubrano raccoglieva le esperienze della sua amica, Angela De Cimma, maestra in varie scuole elementari di Napoli e della provincia, in particolare con gli scugnizzi dei Quartieri Spagnoli. Questa pubblicazione nasce sotto la spinta della lettura della bellissima recensione al libro Signurì Signurì del giovane giornalista Giancarlo Siani, pubblicato sulla rivista «Il Lavoro nel Sud» nel giugno del 1979.

Signurì, Signurì è un monito alla città di Napoli e all’intero Paese Italia; un invito a prendersi cura dei bambini, come fece «la giovane insegnante che fin dai primissimi giorni avvertì il disagio dei suoi ragazzi, quasi sempre ripetenti e analfabeti, conobbe l’emarginazione delle famiglia, la miseria di bambini che venivano a scuola per la fame».

SE L'AMORE RITORNA

DOMENICO D'IORIO

ROMANZO

CRONISTI SCALZI

Il romanzo comincia con un viaggio in treno da Milano a Napoli, direzione Acerra. Dopo trent’anni, Marco ritorna nella sua città perché glielo ha chiesto l’amore della sua vita, Mariangela. La giornalista, impegnata sul fronte della Terra dei fuochi, sta subendo minacce.

Lungo il viaggio, il protagonista rievoca i suoi anni giovanili ad Acerra, la bellezza del territorio, gli ideali, l’avventura di Segnali di Accelerazione, un centro di attivismo politico e culturale, fino ad arrivare alla diffusione della droga e agli omicidi di camorra negli anni Ottanta che lo hanno spinto a partire. I ricordi di gioventù si alternano ai ricordi dei suoi viaggi per il mondo.

Una volta tornato ad Acerra, il passato e il presente, personale e collettivo, continuano a tessere la tela della storia, come in un gioco in cui i piani temporali si intersecano. La storia d’amore con Mariangela trova una nuova linfa, tanto che quando le minacce della camorra diventano più insistenti Marco prende una decisione che potrebbe cambiare il corso della storia.