Salvo Vitale, Attualità di Peppino Impastato a 43 anni dalla morte.

Salvo Vitale, Attualità di Peppino Impastato a 43 anni dalla morte.

La collana Cronisti scalzi, dopo Secondi a Nessuno di Vincenzo StrinoNapoliNegra di Vincenzo Sbrizzi,  pubblicherà a breve un’inchiesta di Salvo Vitale, nato a Cinisi, scrittore, poeta e insegnante italiano, e amico di Peppino Impastato, col quale ha condiviso numerose battaglie sociali e politiche. Oggi, 9 maggio 2021, anniversario della morte di Peppino,  Salvo Vitale ci fa dono di una sua riflessione  Attualità di Peppino Impastato a 43 anni dalla morte

 


 

Post di Salvo Vitale.

Sono passati 43 anni e sembra ieri.

Che cosa rende Peppino sempre attuale e degno di interesse?

Indubbiamente la sua giovane età: è morto a 30 anni e quindi non ha avuto il tempo di invecchiare o di lasciare invecchiare le sue idee e tutto ciò in cui credeva.

Altro elemento che lo rende vivo e presente è la radicalità delle sue scelte, il rifiuto del compromesso, la scelta senza discussioni delle proprie idee come base per costruire una società nuova e quindi la contestazione delle strutture autoritarie della società borghese, dalla chiesa, alla famiglia, alla scuola, alle istituzioni in genere. E poi la sua attualità è nella scelta degli strumenti di comunicazione, ultimo dei quali la Radio.

Peppino progettava un’informazione veramente libera, non soggetta a censure, formativa e informativa dove la notizia era la narrazione del vissuto che ci circonda, dei drammi quotidiani dell’esistenza e non le vicende dei personaggi importanti , l’ufficialità dell’avvenimento, l’informazione istituzionalizzata.

Peppino era un giornalista purosangue, anche se non ha mai avuto il tesserino, anzi gli è stato dato ad honorem nel 1996, così come, sempre, nello stesso anno, la laurea. In questo contesto assume particolare importanza la satira e il dileggio di atteggiamenti, di idee, di manovre, di speculazioni, che “le persone che contano” ritengono intoccabili e sacrosante e di cui giornalmente si nutrono. In prima fila, tra queste persone, mafiosi e politici, ma anche preti, medici, avvocati, affaristi, in pratica quella che una volta si definiva “classe dominante”.

Una delle canzoni da lui preferite era “Vecchia piccola borghesia”, di Claudio Lolli, “Vecchia piccola borghesia, per piccina che tu sia, non so dirti se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia”.

Dall’altro lato della barricata c’erano le persone più deboli e indifese, i lavoratori, gli edili, i contadini di Punta Raisi, gli stagionali di Città del mare, i disoccupati, i pescatori di Terrasini, coloro a cui Peppino aveva dedicato la vita e per i quali sognava di costruire una società diversa, dove tutti fossero uguali e senza privilegi.

E’ chiaro che una persona del genere che voleva cambiare il contesto sociale in cui era nato e che tutti invece accettavano, non poteva che essere considerata scomoda e, alla fine, la sua morte ha rappresentato una sorta di liberazione.

Ma naturalmente resta il fascino delle sue idee, ed è per questo che ogni anno ci si ricorda del suo barbaro omicidio, del tentativo di depistaggio che voleva farlo passare per un attentato terroristico, dell’impegno della famiglia e dei compagni per ottenere giustizia e verità e della lunga strada durata 22 anni, prima di riuscirci.

Nel vuoto culturale che ci circonda Peppino è sempre un punto di riferimento.

salvo vitale peppino impastato

CRONISTI SCALZI

Cronisti scalzi è una collana di libri dedicata alla memoria del giovane giornalista napoletano, Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985.  

La collana ha l’ambizione di raccogliere le narrazioni dei giovani cronisti delle periferie e delle città, e di autorevoli voci del giornalismo d’inchiesta, impegnati a resistere allo strapotere delle mafie.

CLAUDIO CORDOVA, CRIMINALITÀ SOCIALIZZATA

In un'epoca dominata dai social media, le mafie hanno adattato le loro strategie di comunicazione per sfruttare queste piattaforme al fine di espandere il loro potere. Da Twitter a TikTok, ogni piattaforma serve come un nuovo canale per l'auto-narrazione mafiosa, trasformando la criminalità organizzata in un "brand" riconoscibile.

ROBERTA GATANI, CINQUANTASETTE GIORNI

In questo libro, Roberta Gatani, nipote di Paolo e Salvatore Borsellino, ripercorre ogni giorno trascorso tra il 23 maggio e il 19 luglio 1992, un tempo fittissimo di lavoro per il Giudice che, sapendo di avere le ore contate, mise in campo tutte le proprie forze per fare luce sulla strage di Capaci.

LETIZIA VARANO, OLTRE LA PAURA. MARIA ELISABETH, UNA FIGLIA DI FEMMINICIDIO

Maria Elisabetta. Una figlia di femminicidio di Letizia Varano narra la sconvolgente storia di Maria Elisabeth, che a soli sei anni, insieme ai fratelli Enzo e Carmine di otto e dieci anni, assiste all'omicidio della madre Anja, vittima della violenza del marito. Questo atto brutale diventa una cicatrice indelebile, che segna la vita di Maria Elisabeth e la spinge a trasformare il suo dolore in un messaggio di forza e speranza.